Caterina, nonostante sia agosto, ha preparato la tavola come per Natale, con tanto di candele al centro; le ha comprate tempo fa all’Ikea e non ha mai avuto l’occasione di tirarle fuori. Oggi le pare la giornata giusta. È molto agitata, si direbbe ancora più della figlia. Lo si capisce da come guarda l’orologio sulla parete, ogni due minuti. Chissà perché le mamme sono più agitate dei figli a certi appuntamenti?
«Come sono ’sti arabi? Voglio dire, sono come noi, puntuali?».
«Mamma, ti prego! Sono uguali a noi, anzi, in certi aspetti sono anche più bravi!».
«Lo difendi già! Guarda che io non voglio offendere nessuno, sai! Mi hai detto che arriva verso mezzogiorno e io mi devo regolare con il cibo: il pollo ai funghi è quasi pronto, il tempo di buttare i cappelletti ed è già ora di scolarli. Invece la lasagne al forno sono indietro di cinque-dieci minuti. Vieni a vedere se va bene l’antipasto o se manca qualche cosa... e poi io non voglio sapere in quali aspetti loro sono più bravi di noi, che discorsi sono questi...».
«Secondo me è troppo, comunque pazienza. Rashid oggi viene per conoscervi e farvi capire le sue buone intenzioni... speriamo bene».
«È sempre meglio fargli capire che stiamo bene e che mangiamo come si deve. E poi non mi hai ancora detto cosa vuole dire il suo nome, Rashid».
«Non so, forse non vuole dire niente».
«Come non lo sai? Guarda che tutti i nomi arabi hanno un significato ben preciso, l’ho sentito l’altro giorno in tv a Turisti per caso. Quando mi fa impazzire quella donna di Syusy! Sei sicura che non vuole dire niente? Strano».
«Giuro che non lo so! Quando viene glielo puoi chiedere. Ecco, sta arrivando il mio principe. Quanto è bello!».
I primi cinque minuti non sono stati facili per nessuno, ma nemmeno quelli dopo. È difficile capire chi si deve salutare per primo quando tutti allungano la mano contemporaneamente. A chi dare la risposta quando arrivano troppe domane assieme. A Rashid pare per un attimo di essere al gran bazar dove tutti parlano e non si capisce niente, così decide di allungare la pausa tra una risposta e l’altra in modo da dare fiato ai concorrenti.
«È un pranzo eccezionale, signora, davvero. Da molto tempo non mangiavo con così tanto appetito, complimenti», comincia Rashid.
«Grazie, sono molto contenta che ti sia piaciuto. Un po’ mi spiace per le lasagne al forno, erano troppo al dente forse?».
«No, erano molto buone, ma ho mangiato poco per lasciare posto al secondo; non sono abituato a mangiare tutto questo ben di Dio».
I complimenti, le domande e le risposte di circostanza sono praticamente esauriti e tutti ora aspettano con ansia di sentire dire da Rashid qualcosa che avrebbe fatto loro piacere e dispiacere allo stesso momento. Caterina è sempre lì lì per chiedere, ma preferisce sentirglielo dire da solo, è meglio, fa più bella figura. Per fortuna, Roberta con delicatezza prende la mano di Rashid e la mette nel suo pugno dicendo con un leggero sorriso: «Sapete, abbiamo deciso di vivere assieme».
Caterina guarda suo marito come per dire: «Io non c’entro». E quei pochi secondi di silenzio gelido sembrano secoli. Loro si aspettavano il fidanzamento ufficiale e questi parlano già di convivenza! Come aspettarsi la pioggia e beccarsi un fulmine, c’è da rimanere secchi.
«Naturalmente se va bene anche a voi», spiega Rashid. «Vogliamo fare le cose per bene, d’amore e d’accordo».
Luigi, il papà di Roberta che in casa viene chiamato Mirko, è un uomo di poche parole e come sempre quando c’è qualcosa che non va, preferisce far parlare sua moglie, è lei l’esperta in certi sinistri. Lui solo alla fine valuta i danni e dice sì o no. Per questo i figli lo adorano più della mamma, Caterina rompe sempre e non decide mai o quasi.
«È troppo presto per certe cose, non vi pare? Per carità, io non voglio decidere per voi però è meglio che vi conosciate ancora un po’. È così diverso uscire per andare in giro dal vivere assieme! Comunque ai nostri tempi era tutto diverso, prima il fidanzamento e poi il matrimonio e la nuova famiglia...».
«State tranquilli», assicura Rashid,«abbiamo pensato e parlato assieme a lungo e ci è sembrata la decisione più saggia: fidanzamento e convivenza adesso e se tutto bene fra un po’ anche il matrimonio».
Caterina, pian pianino, comincia a riprendere colore, a respirare, le è ritornato perfino il sorriso, ma prima di parlare aspetta che suo marito dica qualche cosa. Lo guarda anche con insistenza, come per dirgli «E allora?».
Luigi prova a rompere il ghiaccio: «Bravi, vi auguro di amarvi sempre, è l’unico sentimento che spinge due persone diverse a stare assieme. Questa è l’unica cosa che noi genitori possiamo dire. Sappiate che noi siamo sempre qui, quindi non fatevi problemi a chiedere ogni volta che ne avrete bisogno, mi raccomando».
Caterina generalmente ama suo marito, ma non tanto come questa volta. Mirko è stato davvero divino e questa sera, quando saranno soli nella loro intimità, glielo farà capire anche se sarà stanco.